La costieara Amalfitana

Magicamente sospesa tra il cielo azzurro ed il mare che regala riflessi iridescenti, la Costiera Amalfitana sembra nata dalla tavolozza di un pittore che ha voluto utilizzare le sfumature di colore più calde e vive per creare un paesaggio che incantasse il visitatore al primo colpo, regalando emozioni uniche e panorami di tale suggestione da far dubitare, per un attimo, di essere reali.
E' la terra dove il profumo dolce delle zagare e dei limoni si armonizza con quello aromatico della macchia mediterranea e quello più acre della salsedine; dove i colori brillanti delle cupole maiolicate e quelli sgargianti delle buganvillea e dei garofani danno un evidente tocco cromatico alle tipiche abitazioni intonacate a calce, arrampicate a mezza costa ed aggrappate alle ultime propaggini dei Monti Lattari che precipitano vertiginosamente verso il mare. Un paesaggio verticale, insomma, in cui si snoda un dedalo pittoresco di scalinatelle, stradine e vicoli che collegano i due elementi caratterizzanti il territorio costiero: la montagna ed il mare.

Amalfi

Le origini di Amalfi sono avvolte dalle nubi della leggenda. Numerose, infatti, sono le leggende circa la fondazione della città: ad ogni modo tutte hanno in comune l’origine romana. Ciò è dimostrato anche dai rinvenimenti di resti archeologici di età imperiale, tra i quali il ninfeo di una villa probabilmente edificata ai tempi dell’imperatore Tiberio. Il toponimo “Amalfi” è, inoltre, di sicura estrazione latina: esso, secondo la saga di origine principale, deriverebbe da Melfi, un villaggio marittimo lucano abbandonato da alcuni profughi romani nel IV d.C.; oppure potrebbe corrispondere al cognome di una gens romana del I secolo d.C. (Amarfia).
A seguito delle incursioni germaniche del V secolo d.C. molti profughi romani delle città campane ormai preda delle orde barbariche si rifugiarono sui Monti Lattari e, dopo breve tempo, diedero maggiore impulso al piccolo villaggio di Amalfi.

Cetara

Le origini di questo borgo marinaro risalgono forse all'Alto Medioevo. Durante l'Evo Antico il suo territorio, quasi completamente disabitato, apparteneva alla giurisdizione della città etrusca di Marcina, coincidente molto probabilmente con Vietri sul Mare. 
L'insediamento marinaro dovette costituirsi nella seconda metà del IX secolo, quando si stabilì in quella località una colonia di Saraceni, cacciati poi verso la fine di quel secolo. Nel 1030 i cetaresi pagavano lo ius piscariae all'arcivescovo di Amalfi, mentre nel 1120 il duca Guglielmo assegnava al monastero benedettino di Erchie il diritto alla riscossione della decima che si pagava per l'attività della pesca nel mare di Cetara.

Minori e Maiori

Maiori, come accade per altre città, affonda le proprie origini nel mito. Plinio la fa discendere dalla dea Maja, altri vorrebbero che i  Greci avessero innalzato un tempio a Maiori alla Dea BoxsturaI, che addirittura Ercole si fosse fermato ai piedi del Falerzio (presso l’attuale frazione di Erchie vi era un tempio a lui dedicato).

In realtà i primi insediamenti seguirono le alterne vicende delle popolazioni indigene colonizzate dagli Etruschi e poi definitivamente dai Romani. Furono appunto i patrizi della Roma Imperiale a cogliere per primi la vocazione turistica della Costa d’Amalfi come testimoniano i resti, rinvenuti nella vicina Minori, di una villa romana del I secolo d.C., tipico insediamento climatico-turistico dell’epoca con accesso diretto al mare come quelli di Positano e Capri.

Positano

L’origine di Positano risale alla preistoria, infatti è stato datato intorno ad 11.000 anni, periodo dell’ultima glaciazione, il reperto archeologico di un pasto a base di cervo ritrovato in una grotta di Sponda.
Il nome Positano, probabilmente, risale al periodo dell’espansione greca nel Mediterraneo. Il nome richiama il dio del mare Poseidone, divinità ellenica.In epoca romana, Positano era famosa perché l’imperatore Tiberio, rifugiatosi a Capri per sfuggire all’odio dei Romani, mandava i suo servi per rifornirsi della farina per fare il pane non volendo utilizzare quella del posto in quanto temeva di essere avvelenato. Il mulino sorgeva nellaPiazza dei Mulini e funzionava fino a qualche anno fa.